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Archive for the ‘Il prossimo mio’ Category

A dirla tutta

ciclista: ma è tranquilla quella belva?

Pape: si, è buonissima…

Pape (trattenendo a stento la belva, ansiosa di presentarsi): … un po’ troppo socievole…

ciclista: io non è che ho paura, ma tutti dicono che è buono, che è socievole, poi all’improvviso azzannano…

Pape: eh, ma quello non si può mai sapere, nemmeno con gli umani…

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pensavo, venerdì, mentre stavo sulla porta ad accogliere i visitatori. Non che abbia voglia di scrivere questo post, ma se non scrivo questo non posso scriverne altri, e comunque non riesco a dirlo in altro modo. Quindi. Pensavo, venerdì, che alle nove son tornata a casa da lavoro un po’ incredula un po’ trasognata, che ho trovato i vicini a casa e mamma disperata sulla poltrona e babbo già ricomposto sul divano. E accoglievo la gente che arrivava e sentivo che suggerivano di iniziare a preparare l’abito che tra un po’ sarebbe arrivato l’impresario a prepararlo e cercavo di capire se i fratelli erano stati avvisati, e già qualcuno stava andando a prendere i ragazzi, e già un cugino avvisava fratelstronzo, e a me restava da sedermi sulle scale un po’ in disparte e chiamare a. per dirgli di rientrare, e per rientrare da una missione all’estero gliela devi dire intera, e se non sente bene, capirai in quel furrungone di posto dove se n’è andato, e glielo devi ripetere a voce più alta. E gente che continuava ad arrivare e finalmente gli zii e finalmente qualcuno a cui appoggiarmi mentre con l’impresario guardavamo il catalogo e sceglievamo bara e fiori fino per poi dirgli fai tu una cosa semplice, e discutevamo la data perchè chissà se a. avrebbe fatto a tempo a rientrare. E poi, si, avrebbe fatto a tempo, vada per sabato. E gente, gente sempre, e meno male tanti zii e cugini che accoglievano e smistavano e suggerivano. E poi frateldimezzo sconvolto che ha passato la notte in veglia e il bimbo che ha pianto solo il giorno dopo, e la premura costante e la dolcezza di s. e f., e gente, gente sempre per tre giorni, che pensi ma quando finisce però invece fa anche piacere anche se poi ogni volta finisci per piangere un po’. Ed ogni volta a spiegare che si, sembrava stesse bene, ma soffriva di cuore da tempo, si, è stato improvviso, ma doveva arrivare, ed ogni volta un po’ trattieni le lacrime e ringrazi e accogli il prossimo. E ascoltare i fratelli assaliti dai ricordi ed io no, io me li devo andare a cercare, potevo ricordare i loro ricordi ma a me non veniva in mente nulla. E tutte le foto sparse sul tavolo e passarsele di mano in mano, a scavare altri ricordi, e cercarne una bella da mettere nel marmo. E la gente che pian piano va via, e le cose burocratiche da fare, e girare per il paese ancora stringendo mani e accogliendo le scuse di chi non lo sapeva o non poteva esserci. E insomma, così è.

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Due cose m’hanno colpito al tg2 di oggi, ebbene sì, svantaggio dell’esser malata è anche esser in casa all’ora del tg2. Franceschini che dichiara che no, non chiederà a casini di votare un governo con diliberto, e forse non lo farà più nemmeno lui. Ora, franceschini, siamo seri. Diliberto ha un sacco di difetti, ma non è certo il più impresentabile dei ministri che avevate. Sulla sua onestà personale metterei quasi la mano sul fuoco, per dire, e forse è l’unico. Ma no, anche il padoaschioppa, toh. Anche la bindi, dai. Mastella, avevate mastella alla giustizia. Avevate sottosegretari coinvolti nelle inchieste in calabria. Rassicurare casini, poi. Quello che difende cuffaro e lo candiderà al parlamento, quello che ha una quantità di inquisiti nel partito da fa invidia a udeur e forzitalia messi assieme. Franceschini, mi dici come cacchio faccio io a votare pd se abbiamo una scala dei valori tutt’al contrario?

e poi, c’entra nulla, ma alla fine c’era tg2 costumeesocietà. Dice che le donne mentono sull’età, e pazienza, e su taglia e prezzo dei vestiti. Non lo sapevo, giuro. Insomma, spesso mamma mi compra i maglioni al mercatino, a 5 euri, belli, che anche chi li vede mi dice bello il maglione, e poi dai, ormai si sa che i maglioni li fanno tutti i cinesi e i rumeni, poi le marche ci cuciono l’etichetta. E poi, vabbè, me ne frega un cacchio se il maglione mi piace. E quindi, insomma, mi dicono bello il maglione, dove l’hai preso? e io dico l’ha preso mamma al mercatino, e poi lei mi chiede ma lo dici che li compro al mercato?, ed io ogni volta dico si, e mi stupisco, che mi sembra ovvio che lo dico, che non capisco perchè dovrei fingermi imbecille e dire che l’ho pagato tanto quando non è vero. La taglia, poi. Secondo me, provassi a dire che ho la 42, mi riderebbero dietro. Anche se sto comoda nella 44, a parte i 2 mesi dopo natale che passo alla 46, ma insomma, si vede bene almeno dal culo che non posso essere 42, mai nella vita. Ma poi, proprio non capisco, perchè? Ma, soprattutto, si paga il canone rai per pagare queste inchieste??? O_O

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Premesso che ho il mio primo cane da circa dieci mesi, anche se in realtà è lei che _ha_ me, quindi non è che abbia una vasta esperienza. Però, appena portata a casa, già mio babbo sosteneva che avrei dovuto insegnarle ad incazzarsi, che  bisognava vedere se reagiva, e farla reagire, che sennò poi in caso di necessità non sarebbe intervenuta. Ed ecco, appena portata la bimba a casa, già mi stavo incazzando, che io un cane schizzato e nervoso non lo voglio, non voglio un cane “da difesa”, non voglio un cane pronto a scattare. Ecco, tutt’ora l’unico a cui abbaia spesso e con convinzione è mio babbo, che continua a fare quei giochi cretini per cui alza le mani, la fa sentire minacciata, e quella s’incazza, che è buonissima ma scema no. Solo un’altra volta s’è incazzata, che stavamo giocando a cazzottoni coi fratellini, e a un certo punto s’è preoccupata e voleva intervenire a difendermi, benchè adori anche ziobimbo.

Ora, basta guardare un qualunque bimbetto piccolo che gioca, e guardare come muove le mani, e quanto spesso solleva le braccia e le riabbassa di botto, non solo per colpire ma anche così, per gioire, per giocare, per chiamare, per qualunque cosa, per capire che 1. non si lasciano soli i bimbi piccoli coi cani, 2. non si innervosiscono i cani per gioco, 3. che la lingua è diversa,e il più intelligente si deve adeguare, altrimenti il più tonto reagisce male. A capire qual è, il più intelligente…

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Abitudini

Pensavo (minchia che parolona) che la gente c’ha un sacco di idee sbagliate su di me. Non importa quanto mi conoscono, non importa quanto sanno, non importa quanto vedono, comunque c’hanno un sacco di idee sbagliate. Un sacco di gente mi diceva di non prendere il cane, che m’avrebbe vincolato e tu stai sempre in giro, come fai con la bici, come fai con il mare, come fai quando parti. Un sacco di gente si stupisce che ho il sedile di dietro pieno di peli e la macchina piena di giochini di gomma, e la casa incasinata di ossa e pupazzetti, e me ne fotte circa nulla. Tra l’altro, molti di quelli che si stupivano del tempo passato col bimbo piccolo, e delle cose mie incasinate, e delle cose mie rotte a pallonate e delle impronte del pallone sulla macchina mia. E’ che dicono che io ci tengo alle cose mie, che ci tengo alle mie abitudini, che ci tengo alla macchina sempre pulita, che ci tengo ad avere tutto in ordine tutto ben messo tutto a posto, molti dicono pure che tendo alla tirchieria e si stupiscono nel vedere le cose mangiucchiate da Luna o rotte dal bimbo e dicono ma come, e non ti incazzi? L’unico di quelli che mi conoscono molto e che non ha mai mostrato d’avere idee sbagliate è il bimbo grande, e non dev’essere un caso. Evidentemente è l’unico che sa che son gli affetti a fare le abitudini e non il contrario, che certo che tengo tutto in ordine ma se giochiamo possiamo pure buttare per aria e poi rimettere a posto, che certo che non passo il tempo a rompere le cose mie ma se si rompe con una pallonata ‘fanculo, è valsa la pena giocare e se serve si ricompra e se costa troppo si fa senza, che certo che avevo la macchina pulita, mica perdo peli quanto Luna nè rosicchio ossa mentre guido.

Non so che è, o è che la gente ha bisogno di schemi, ed allora sceglie cosa vedere di te e poi ti inquadra e decide che sei così e cosà, oppure è che si prendono tutti terribilmente sul serio, convinti che la disposizione dei soprammobili e il modo in cui si allacciano le scarpe possano determinare le sorti del mondo, e non riescono nemmeno a ipotizzare un’esistenza diversa per un’altra persona.

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Ricevo una telefonata dalla Prefettura. Una signora dal tono secco chiede dell’ing. Pape. Sono io, affermo con sufficiente convinzione. Ha un momento di incerto silenzio, poi piuttosto seccata dice di aver un appunto relativo ad una telefonata di marzo con l’ing. Pape, di sesso maschile. Suggerisco una confusione, ma ribatte con decisione che lei ha l’appunto. Ora ce l’ho io il momento di incerto silenzio, mentre ipotizzo e scarto risposte possibili (eh si, sa, è vero, ma mi son operata a luglio!uhm, aspetti, vado un attimo in bagno e ricontrollo... – oh, sesso maschile dice? ma allora non è vero che ho poche tette!oddio, e il mio uomo non ha mai protestato? che fosse gay?), per poi trovare l’argomento decisivo. E di cosa avete parlato? di progettazione di un campo nomadi!, sbotta esasperata. Oh, allora di sicuro non ero io, poteva essere l’ing. x o l’ing. y, che si, uhm, son maschi… Riattacco, e vado in bagno a ricontrollare, che non si sa mai.

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Che poi avevo in testa un altro post, che pensavo che io bamboccioni ne conosco pochi, direttamente almeno, che non so se è questione di età, ma non credo, che anzi, o di affinità. Insomma, a parte il collegazzo e un’amica “bambocciona” di ritorno e qualche conoscente, le persone che conosco e frequento non hanno perso tempo a metter su casa, chi per scelta e qualcuno per necessità, e da un annetto hanno pure inizato a far bimbi. Senza certezze, che non tutti hanno il lavoro fisso e garanzie di nulla, in molti casi senza possibili aiuti dalla famiglia, che non ce n’è. Però un po’ qua un po’ là, in un modo o nell’altro, ci si fa. Anche perchè, pensavo, io mi son decisa due anni fa a comprar casa, col lavoro sicuro, ma non sembrava mica normale. Ho trovato un sacco di resistenze, un sacco di domande, ma come e ma perchè, che sembra che uno se ne debba andar di casa solo se ha problemi gravi con la famiglia oppure per sposarsi o cose così. E in effetti è quello che farà il collegazzo e quello che ha fatto per un po’ l’altra amica, per poi rincasare alla rottura. Ecco, è che i bamboccioni che conosco, inclusi gli ex bamboccioni ora sui cinquant’anni, sposati tardi e _quindi_ in casa con mamma fino a quarant’anni, non è che avessero mancanza di lavoro. Per dire, il figlio circa trentenne della collega, che lavorava da emigrato però poi è tornato perchè lo stipendio gli bastava giusto per vivere. Ah ecco, un’ottima ragione davvero per tornare far nulla e vivere invece dello stipendio di mamma, senza nemmeno aiutare in casa. E altri casi del genere, se devo star fuori lo stipendio basta solo per vivere. Ah ecco. Ora, non per dire, ma anche a me non è che me ne avanzi tantissimo. Anche agli altri che lavorano e ci campano, mica gliene resta così tanto. Certo, in due ne resta di più, da soli di meno, ma è un’altra questione. Anche perchè non è che prima fosse diverso, anzi, che restasse qualcosa dello stipendio, o meglio della paga che si metteva assieme, era raro, era raro che bastasse per mangiare tutti i giorni, e senza sky e adsl e discoteche. Ora, che le aspettative siano aumentate anche in modo legittimo, che gli stipendi siano bassi davvero, che l’adsl non sia più un lusso e che la precarietà crei disagio davvero, è tutto verissimo. Solo che se mi guardo attorno vedo o sento che chi sta in casa pur lavorando, o avendo avuto il lavoro fuori sardegna, è perchè vuole cambiar la macchina ogni tre anni o avere i vestiti firmati e trovarli lavati e stirati o cose così e per di più usa sky pagato da mamma solo per le partite e l’adsl pagato da babbo solo per le chat da bimbominkia, e invece chi ha voluto andar via per esser autonomo l’ha fatto, che fosse stabile o precario. Ecco, secondo me la levata di scudi contro Padoa Schioppa, e non perchè m’ha reso 200 euri di cui non sapevo l’esistenza, è stata piuttosto esagerata. La questione economica c’è, ahimè, ma non è la più importante. La questione fondamentale è che le mamme italiane son disposte a mantenere e pure pulire il culo ai figli fino a quarant’anni pur di tenerli sotto controllo e i figli son disposti a tutto pur di avere ogni comodità, che mi sembra una cosa persino più complicata da risolvere della mancanza di lavoro e degli stipendi bassi.

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