e poi ieri son stata anche in cimitero, dopo un sacco di tempo, che anzi praticamente non c’ero mai più andata. Il fatto è che … uhm, come dire, io lì non c’ho nessuno. Cioè, insomma, lo so che non è lì, lo so che non c’è più e basta, ero lì per, boh, per dovere sociale? e m’è venuto subito da stupire a guardare gli altri, quelli che s’impegnano a sistemare fiori, a strappare erbacce chi c’ha il pezzettino di terra, quelli che lavano i pavimenti chi sta nel colombaio. Ma con curiosità, mica altro, e stupore positivo, direi, che è un posto normale un cimitero quando non c’è nuovi arrivi, quasi una piazza, con la gente che circola, che va a far visita a parenti e consocenti, gente che s’incontra e parla, parla dei morti, tanto, ma anche no, trattiene lacrime ma anche ride. E quindi giravo incuriosita, seguivo mamma e zia tutto sommato volentieri, ascoltavo i discorsi con i conoscenti, osservavo cambiar fiori e cambiar acqua. No, l’idea che sia lì, l’idea di andar lì a ricordarlo non m’è mai venuta, e forse è starno ma non ho neanche invidia, per loro che vanno lì e fanno qualcosa per …, sistemano, lavano, meditano, pregano. Dev’essere anche che davvero con babbo no, c’era nulla in sospeso. Dico, saran decenni che non lo idealizzavo. Non ci ha fatto mancare nulla, ma insomma, beh, non è che ci sia sempre stato. E’ crollato quando, forse, non doveva crollare, è stato onesto con l’ambizione di esser furbo, ha cercato a volte di fregare ed è stato fregato, non sempre è stato dalla nostra parte ma alla fine c’è sempre stato. Era quello che s’incazzava sempre quando rischiavo qualcosa per un amico, fatti i fatti tuoi diceva, ma era pur quello che s’era buttato sotto una macchina per salvare un bambino, era quello che se gli chiedevi di cambiare una lampadina rinviava per mesi, ma era pur quello che aveva afferrato la bombola del gas in fiamme per buttarla fuori di casa. Insomma, era uno che consigliava un po’ peggio di come agiva, era uno che non ci potevi contare sempre, non per le cazzate, no, ma aveva i suoi slanci. Oh beh, si, è mancato anche quando doveva esserci, si, lo so bene. Era uno che se m’avesse sempre cambiato le spine e aggiustato la radio, forse non mi sarei mai decisa a far da me e non avrei mai imparato ad arrangiarmi un po’ a far tutto.
e insomma, anche questa era una bozza, di metà maggio, e ora faccio pulizie e non è conclusa ma non mi va di buttarla e quindi amen, resta incompiuta. Come tutto il resto, comunque.



Belle le bozze incompiute. In apparenza e’ piu’ facile, fermarsi alle bozze; per me e’ difficilissimo. Devo essere rimasta bloccata alla fase in cui facevo le aste sul quaderno e se non le facevo tutte perfette la mamma non mi voleva bene (e mi dava le sberle in testa).
Anch’io non vado quasi mai a trovare mio padre al cimitero. In effetti, non e’ li’. Pero’ i cimiteri mi piacciono: quelli di campagna, piccolini, quando non c’e’ nessuno. Mi rilassano.
Questa frase:
è stato onesto con l’ambizione di esser furbo
e’ bellissima.
non so, ogni tanto controllo e scopro d’aver anche dieci bozze, là ferme e incompiute, ieri ho pulito e oggi ce n’è già una, e chissà che fine farà. E no, la mamma non mi vuol bene quando faccio le cose male o a metà
, mi rimprovera sempre ancora quado se ne accorge, ma immagino di essermi rassegnata
.
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Boh, a me son piaciuti i cimiteri corsi, che ogni tanto dalla strada vedi un campo con le lapidi, una cosa semplice e pulita, mica questi cosi coi muri alti e le inferriate che facciamo qua. Un po’ mi intimoriscono sempre, anche se quel giorno c’era davvero aria di vicinato antico, con le signore che pulivano e innaffiavano e chiaccheravano.
E no, non è lì, però ora mi sto accorgendo di quanto dopo tutto gli somiglio
Ah si, certo, piacerebbero anche a me molto di piu’ se non fossero chiusi come carceri. Tempo fa sono capitata vicino al cimitero del paesino in cui sto ora: avrei voluto entrarci ma era blindatissimo. Boh. Hanno paura che gli portino via i morti?
Anch’io somiglio molto a mio padre, in alcune cose. Mia madre direbbe che gli assomiglio nei difetti, suppongo. Io invece penso che buona parte dei difetti mi vengano proprio da lei.
Pregi non pervenuti.
Nemmeno io li sento lì, quando vado al cimitero.Eppure, quando mancava solo mio padre, mia madre non mancava mai di fargli visita, con fiori freschi in primavera e finti d’inverno..e ora, che mancano entrambi, se non lo faccio anche io, sento un inutile e triste senso di colpa.
Ciao Pape
Non so, Anto, mamma va tutte le domeniche e mio fratello tutti i giovedì, io son dovuta andare domenica scorsa che non c’era nessun altro in paese, ma dovevo farlo per mamma, perchè lei ci tiene. A me è sembrato, boh, un rito estraneo, più che altro. Quando vado a nuotare, allora si, lo sento lì, riconoscendo sparedda, mungetta, arroccalli e cacciurrei, e tutti i pesci coi nomi che ho imparato da lui e in italiano manco lo so come si chiamano
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Morire in Italia
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