Ero distratto
20 Ottobre 2007 di Pape
Un ministro
Sto ricevendo moltissime email e commenti di critica sul disegno di legge
“Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale”.
Una precisazione: il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.
Ho letto il testo oggi per la prima volta e la mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela Internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine.
E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.
Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo.
Un altro ministro
Il disegno di legge (come sottolinea giustamente Repubblica ) è “complesso, 20 pagine, 35 articoli” e dico subito che quel giorno, dopo aver tentato di migliorare il decreto sul welfare, sono dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico e non ho potuto seguire la norma che sta allarmando la Rete. Rileggendola oggi, mi sembra decisamente restrittiva per chi gestisce un blog o una pagina web.
Un terzo ministro
L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.
Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog
Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana).
Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.
Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.
ecco, è che ora devo proprio uscire, altrimenti rischio di scoprire che quel giorno in Consiglio dei Ministri erano tutti corsi via o impegnati a leggere giornali e tagliarsi le unghie…essì che son tanti, possibile che nessuno fosse presente e attento?
Pubblicato in Indecenze, Società | 4 Commenti
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Mah, se mi passano il contributo per l’editoria (cioè se mi pagano per tenere un blog) posso anche accettare la registrazione. Ma sarebbe comunque una stronzata, scusa il francesismo. A che ***** servono i ministri se poi neanche stanno a sentire quello che che fa il consiglio dei ministri?
eh, a me sembra che la pezza è peggio del buco. Hanno fatto una cazzata, non sanno come difenderla, e si giustificano dicendo non c’ero, non ho capito, non ho letto bene… come studenti di seconda media. A volte sarebbe meglio tacere
[...] diventando una barzelletta. Adesso che e’ esploso il bubbone, si tirano tutti indietro, i ministri, quelli che avevano approvato il disegno di legge. Uno dice che il provvedimento non e’ stato [...]
Insomma, ’sto decreto e’ nato dalla testa del solo Ricardo Franco Levi, il quale, ingannando tutti, e probabilmente facendo uso di poteri magici o dell’ipnosi, ha indotto gli ignari ministri a firmare la schifezza.
Cos’e’ che fanno i topi quando la barca affonda?
Saro’ maligna, ma ho l’impressione che se la notizia non fosse trapelata prima della conversione in legge (e a non farla trapelare ci avevano pure provato, son partiti nel bel mezzo di agosto, il che non e’ un dettaglio) ci saremmo ritrovati la legge infilata in quel posto prima di poter dire ba’. Siccome qualcuno se n’e’ accorto, adesso c’e’ il fuggi fuggi generale, a scaricare le responsabilita’ su altri. Uno spettacolo indegno.