Dunque, ho dedicato un’oretta alla lettura del blog di Beppe Grillo, che avevo sempre evitato perchè mi è sempre andato un po’ di traverso. Non mi faceva nemmeno tanto ridere, per dire. Il fatto è che urla. Anche quando ero mooooolto giovane e lo vedevo in tv, urlava. E’ il maledetto tono da vannamarchi che mi indispone in partenza, anche se poi ti propongono davvero un affare, ma è che proprio non lo posso sentire. Allora, mi dico, vabbè, si sta mettendo in politica, metterà i bollini sulle liste delle amministrative, andiamo a vedere ’sto blog. E non mi piace. Non mi piace il tono, il modo di mischiare satira e critica politica, ammesso anche che scrivere valium-prodi o alzheimer-prodi o topogigio-veltroni sia l’una o l’altra cosa, e non invece battutine da Bagaglino tipiche di Berlusconi o Bossi. E non è che sia del tutto trascurabile, il tono, non è mica un dettaglio. Perchè poi si rivela di nuovo una certa tendenza all’io_sono_la_via_la_verità_la_vita con la consegna della lettera di licenziamento a Prodi. Riepiloghiamo. Ha consegnato a Prodi un elenco di proposte tratte dai commenti e mail al suo blog, e una lettera di licenziamento se non le avesse tenute in considerazione. Ora, non so cosa abbia proposto, magari son pure cose degnissime, ma io ho votato nell’urna e in base ai programmi, mica sul blog di grillo e in base alle proposte dei suoi lettori. E non ho mai firmato deleghe a nessuno, nemmeno a Grillo, per confermare o revocare il mio voto. Mi sembra anche questa una berlusconata, di quelle come quando mette assieme trecento persone in una piazza, le moltiplica con retequattro, e poi strilla che il governo si deve dimettere perchè il popolo lo vuole. Non mi piace ma proprio per nulla quest’appellarsi ai cittadini, facendosi interpreti della volontà popolare e pretendendo di saltare a piè pari la Costituzione. Mi sa di piazza Venezia, per dire. Il cittadino è cittadino quando conosce e segue la Costituzione, altrimenti è un numeretto emotivo e manovrabile con pochi servizi del tg, come quelli che riempiono le piazze di Calderoli e i circoli di Forza Italia. Questo per il modo, ancor prima del merito. Per il merito, beh, dispiace ed è disperante, ma temo che Prodi abbia detto la verità, se l’ha detto, quando ha detto, e traggo dal blog di Grillo, che “I cittadini non sono migliori dei politici”. Oh, si vedrà con le liste civiche col bollino, se si arriverà a farle. Nelle liste civiche ci si mettono giovani incensurati, spesso non iscritti a partiti e spesso intonsi, solo che… solo che spesso uno è il figlio di e l’altro è il nipote di, uno rappresenta questo e l’altro è legato a quell’altro. E tra l’altro, per chi pensate che voterà la gente? oh, l’ho visto di recente, troppo di recente per far conto sul popolo. Dategli una lista quasi pulita, quasi slegata da partiti e potentati economici, di qualche vecchio e molti giovani, ed un’altra, speculare, con qualche vecchio con tante denunce a carico e noti imbroglioni, tanti giovani figli di e nipoti di, carichi di promesse dalle imprese sponsor, e indovinate chi vincerà. Il popolo, senza partiti e senza idee condivise, di questi tempi te lo compro con la promessa di un’assunzione trimestrale, e li voglio vedere controllare una per una tutte le liste civiche nei comuni. Non c’è riuscito Soru a livello di una regione di pochi abitanti, sarà interessante vederlo a livello nazionale. Ah già, nazionale. In un post dice che l’Italia non esiste, che son troppe le differenze culturali tra nord e sud, che è stata unita con la forza. Dici questo a un sardo, e lo mandi in genere in brodo di giuggiole. Ohsisi la nazione sarda quei fetenti di savoia eleonora d’arborea. Oh, facciamo il conto di quante nazioni “esistono” al mondo se il criterio è l’omogeneità culturale. Non esiste il Belgio, non esiste la Spagna, non esiste la Gran Bretagna, non esiste la Germania, non esistono gli Stati Uniti nè la Russia o il Brasile, ad esser seri non esisterebbe nemmeno la nazione sarda, bene che vada esistevano i giudicati, anche se… uhm, come faceva il giudice di Karalis a tenere assieme il Basso Campidano e il Sulcis? Ecco, mi sembra una di quelle questioni un po’ del cazzo, un problema che un po’ è innegabile, perchè certo che le nazioni moderne son state messe su con le invasioni e la forza e certo che ci son differenze culturali tra regioni e certo che… e quindi? un argomento bossiano, di nuovo, che attrae consensi come il miele le mosche, purchè ci si limiti a tirar fuori il problema e dar dell’assassino a Garibaldi, che tanto è morto.
Populista, quando scrive “I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata.”. E’ una cazzata. E’ una cazzata intanto contraporre inceneritori e raccolta differenziata. E’ una cazzata scrivere che un inceneritore avvelena. Dopo che fai la raccolta differenziata, con i mucchietti differenziati cosa ci fai, le discariche differenziate? il riciclaggio non è sempre sostenibile, e se dici al popolo che deve pagare di più per incentivare il riutilizzo facile che ti si svuotino le piazze. Se con i residui organici ci fai il cdr e lo bruci negli inceneritori, puoi produrci energia elettrica e acqua calda, risparmiando petrolio e carbone e avvelenamento. Allo stato attuale, se e quando l’inceneritore avvelena, è perchè i cittadini direttori e tecnici dell’inceneritore lo gestiscono a cazzo, risparmiando qua e là in buon accordo col cittadino politico. Esattamente come avvelena una discarica gestita male o un impianto di riciclaggio, tipo rifusione di plastica o alluminio o acciaieria gestito male, magari bruciando assieme al metallo vernici e oli, senza che ci siano i sistemi di controllo e depurazione che invece un inceneritore deve avere. Eh, ma vuoi mettere, basta scrivere inceneritore e il popolo si solleva. Funziona almeno quanto “antenne di telefonia”, poi vai a misurare e scopri che il campo magnetico è molto più forte dietro un qualunque monitor o tv, o vicino ad un telefonino, e tanto più forte quanto più l’antenna è lontana, che vicino ad un’antenna. Ma vai a dirglielo al popolo, che per tutelare la salute dei pargoli devono levargli i cellulari e staccarli da tv e pc, e lasciare tranquillamente che si monti l’antenna sul tetto della scuola. Solo che è più facile seguire un capopopolo che manifesta contro l’antenna, piuttosto che studiare e poi dedicare il tempo libero ai bimbi, invece di parcheggiarli a vedere Cultura Moderna. Tanto ai fatto il tuo dovere andando alla manifestazione, no? fatto, ok, ora torniamo a vedere la tv. Che la classe politica attuale sia in generale indecente è un fatto, che stia lì perchè il popolo la vota chi per clientelismo chi per idiozia (ah si, ma l’uninominale … ah già, ai tempi delle preferenze il popolo sapeva scegliere, sisi), è un’altro fatto, che la soluzione sia l’uomodellaprovvidenza, per quanto circa di sinistra, uhm…
Grillismo
19 Settembre 2007 di Pape



[...] 20 09 2007 Segnalo questo post di Pape su Beppe Grillo, con cui concordo in larghissima [...]
Sottoscrivo quasi totalmente.
Sulle preferenze, e’ vero, la gente sceglie un po’ a capocchia, ma non e’ un buon motivo per togliere questa possibilita’. Il sistema attuale, con le liste bloccate, e’ un insulto.
sisi, le liste bloccate sono una porcheria ulteriore, poter almeno scegliere tra un paio di nomi dava almeno una qualche possibilità, così nemmeno quella…
Con immutata stima e senza voler fare polemica, mi permetto di dissentire da quanto esprimi nel tuo post.
Maccome!
Fino a qualche mese fa eravamo in molti a constatare amaramente come l’ Italia si ritrova impantanata in una situazione da cui non si vedono vie d’ uscita (in questo momento il fenomeno Grillo ha un po’ catalizzato l’ attenzione).
Non si vedono alternative al duopolio Prodi/Berlusconi, da cui molti, moltissimi italiani non si sentono rappresentati, e da quando la sinistra è andata al governo non è cambiato poi molto.
Non si vede come si possa rendere più efficiente una macchina pubblica che non funziona e consuma soldi dei contribuenti a man bassa a causa di una rete di clientelismo ed amicizie difficile da estirpare, malgrado tutte le promesse che da sempre ci propinano.
L’ ipotesi che ci sia un ricambio nei centri di potere e che qualche giovane e qualche donna di talento, per dire, entrino nelle compagini governative appare lontano come la colonizzazione di un altro sistema solare.
La gente pareva addormentata da anni di bombardamento mediatico e da un totale disinteresse verso la politica, in senso lato e nel particolare per quella forma di politica che si pratica in Italia.
Uno smove le acque, dimostra che invece sono molti quelli che hanno a cuore la situazione del belpaese e sono pronti a metterci la faccia e le idee e tu mi dici che no, come soluzione non ti aggrada perchè chi ha acceso la miccia ha un tono da Wanna Marchi?!?
Possono non piacerti le battute di Grillo o il suo tono, ma qui stiamo guardando il dito che indica la luna in un momento in cui la luna appare enorme nel cielo e pericolosamente vicina ad uscire dalla propria orbita!
Grillo è per certi versi un guitto, non un politico, ma le sue battute spesso mettono, in maniera caciarona ed eccessiva se vuoi, il dito in alcune piaghe importanti da cui tutti i mass media si tengono ben distanti, e personalmente preferisco che qualcuno punti il dito verso queste questioni in una maniera eccessiva piuttosto che non se ne parli del tutto.
Certo, sarebbe bello se si potesse far notare ai dirigenti italiani le loro mancanze, le promesse non mantenute e le ingiustizie che vengono perpetrate in loro nome e a causa delle loro decisioni con un pacato confronto nelle sedi più opportune, ma pensi che, arrivati al punto in cui siamo, qui, in Italia, adesso, davvero cambierebbe qualcosa?
Te lo vedi D’ Alema rispondere alle istanze sacrosante dei cittadini, o anche solo starli a sentire?
E Berlusconi?
Parli del tuo diritto di essere rappresentata da chi hai votato alle urne, ma chi li ha votati questi personaggi?
Quello che hai votato è un partito, e l’ hai votato in base ad un programma, il loro progetto di lavoro che hanno proposto all’ elettorato e che, non ho bisogno di dirtelo, finora è stato disatteso su praticamente tutta la linea (non è andata meglio con il Contratto con gli Italiani, intendiamoci bene).
Allora, se non hai votato i personaggi perchè li hanno scelti loro, e se hai votato un partito che non adempie al programma a cui ha promesso di attenersi mi dici per che cosa hai votato?
Che senso ha l’ urna in questa situazione se non quello di mandare al governo una bandiera di un colore piuttosto che un altro, mero simbolo e poco più?
Non vale la pena di esprimere un gesto di dissenso, anche plateale se vuoi, per sottolineare questa situazione (come la famosa storia della lettera di dimissioni precompilata consegnata a Prodi se non avesse rispettato dei punti che erano anche nel suo stesso programma)?
Quando poi Prodi dice che “I cittadini non sono migliori dei politici” è come un pilota di un aereo di linea che dice che chi guida un’ utilitaria non è un miglior pilota di un 747 pieno di passeggeri: è ovvio! Così dovrebbe essere! Si suppone che chi ha maggiori responsabilità sia stato addestrato, e che i suoi errori, in quanto potenzialmente catastrofici, siano puniti con rigore, e che gli incompetenti siano allontanati non appena se ne constati, o talvolta anche solo si sospetti, l’ inidoneità!
Perchè questo debba valere per le forze dell’ ordine, i militari, i chirurghi e non per chi governa una nazione a me rimare oscuro.
Quando abbiamo perso per strada la convinzione ovvia che chi va al governo *deve* essere migliore dei cittadini che governa, nel senso che giacchè dispone di un forte potere di influenza sulla vita dei più dovrebbe essere *maggiormente* affidabile, onesto, preparato, disinteressato, lungimirante eccetera del cittadino medio che è chiamato a governare?
Il problema sta nel fatto che questi non lo sono, tutto il contrario, e molti, tra cui mi includo, pensano che sarebbe l’ ora di dare una possibilità anche a qualche non-migliore nuovo e vedere come se la cava (senza per questo voler dire che tra i nuovi non ci sarà anche una certa quota di “figli di” o che tutti i nuovi saranno bravi, onesti e belli, per carità!).
Perlomeno per smovere le acque, perdio!
Perlomeno per abbassare un pochino la percentuale di paraculi, arraffoni, incompetenti che nelle nostre istituzioni politiche ha raggiunto dei livelli veramente mai visti, e per introdurre magari qualche visione del futuro che non derivi dai tempi dei dinosauri.
Non è che questo non comporti rischi, o che personalmente debba essere d’ accordo con tutto quello che dice Grillo e chi lo segue, ma cacchio non mi sembrano terroristi, non mi sembrano golpisti, si direbbe che abbiano a cuore la democrazia e dei valori “buoni”: perchè non lasciarli tentare invece di criticare ogni singolo pelo che ha l’ uovo quando di uova da anni non se ne vedono?
Questo facile compito lasciamolo a chi vede la sua intoccabile poltrona iniziare, finalmente ed inaspettatamente, a traballare!
Tutto ciò, naturalmente, sono solo my humble opinions.
Bah, io mi auguro che abbia ragione tu, e che siano molti quelli che vogliono impegnarsi davvero. Solo che… diciamo che in parte è un film già visto, almeno in Sardegna, dove qualche anno fa Soru costruì i suoi movimenti e circoli al di fuori dei partiti, con tanti giovani e tanto entusiasmo. Finì che più o meno ciascun circolo venne “colonizzato” da uno o due vecchi dei partiti che portavano la loro bella dote di voti. Però, ecco, c’erano i giovani nelle sezioni, in quel periodo, sembravano risvegliati. E poi? poi i circoli si son svuotati, perchè non c’era granchè al di là del “mandiamoli a casa” e “cambiamento cambiamento”. E a dir la verità non c’era nemmeno quello, sotto elezioni, che i voti in dote dai vecchi di partito facevano gola a tutti. Alla fine, diciamo il 90% dei giovani dei circoli ha trovato il modo di provare a entrare in politica, e chi ce l’ha fatta ci si è accomodato. Anche nel mio paese è da due legislature che si vota “per il cambiamento”. Risultato? giunte che durano uno o due anni. Giovani che diventano consiglieri od assessori senza aver mai letto lo Statuto comunale o il testo unico degli enti locali. Confusione suprema sulle competenze, col risultato che 1. pretendono cose impossibili ed illegali dai funzionari, 2. non sanno come fare quello che vorrebbero, 3. non sono d’accordo su nulla del da farsi nella pratica. In sostanza, casino. Ci ho creduto, ai tempi, ho passato serate in sezione di lista civica, ho fatto porta a porta, ho speso tempo e denaro, vedevo i ggiovani più ggiovani di me che chiedevano cambiamento e venivano a informarsi, a chiedere, a partecipare, e a parlare col vecchio politico che conosce i capi delle aziende ed i vecchi metodi per aver assunzioni, e ho visto l’andamento delle preferenze, ed il sindaco onesto è durato due anni, due anni di immobilismo, perchè le preferenze erano andate tutte ai soliti vecchi furboni, e il sindaco era solo la foglia di fico, ed ho visto le elezioni successive, e la voglia di cambiamento, e un truffatore conclamato eletto sindaco con un codazzo di ggiovani entusiasti che non distinguono una delibera da un panino al formaggio e votano si in giunta e in consiglio anche perchè non sanno leggere. Il problema non è che i vecchi politici siano incompetenti, in genere sono ben più competenti dei giovani, è che usano le competenze per far gli affari propri. I giovani, a livello locale, in generale sono terribilmente incompetenti, e non per fare gli amministratori, ma anche per impastare cemento, e cercano di imparare le competenze, ma senza troppa fatica, per far gli affari propri.
Tu dici che la gente era addormentata, ma non è del tutto vero. Visto alla scala di un comune, la gente quando c’è da protestare e da contestare i politici, scende in piazza. Non è difficile portare la gente in piazza, basta scegliere un problema e urlare. Il problema è il dopo, è il portarli dalla piazza alla sezione o circolo o quel che è a studiare e discutere, e passare dalla protesta alla proposta, e concretizzare. Il problema è che ti trovi la stessa gente che protesta perchè la rete idrica è vecchia e poi perchè rompi la strada per rifare la rete idrica. Il problema è che lo stesso cittadino che lamenta clientelismi e nepotismi, se gli neghi una concessione edilizia che non si può rilasciare, torna con il politico di turno. Per la maggior parte degli italiani il clientelismo è da condannare solo se favorisce un altro, e ciascuno è sicurissimo di aver avuto un ottimo motivo per parcheggiare in doppia fila o costruire il garage abusivo o chiedere la raccomandazione ad un concorso. Detto ciò, certo che devono avere la possibilità di provarci, certo che qualche faccia nuova deve poter cercare l’occasione, mica dico di no. E non credo che siano nè terroristi nè golpisti nè null’altro. Credo solo che siano italiani, e il tono, gli argomenti, lo stile, somigliano terribilmente ad un ingrandimento dei movimenti di protesta locali che si vedono ogni tanto.
Veder nascere un regolamento comunale somiglia un po’ alla gestazione di una legge. Enunci il proncipio, bello, fulgido, pulito, semplice. Poi arrivano le richieste degli elettori, e si comincia con le eccezioni e gli emendamenti. Risultato, un coacervo di leggi e regolamenti inestricabili, in cui non si capisce un cazzo e qualunque cosa faccia rischi una denuncia per a. omissione, b. abuso. Per far funzionare la macchina pubblica servirebbe intanto uno snellimento delle leggi, che si scriva in modo intellegibile cosa si può fare e come, e cosa no, e senza eccezioni. Non lo vuole nessuno, lo vedo a livello di un comune, nessuno vuole rinunciare a poter chiedere un’interpretazione diversa, una deroga, un favore.
Che io debba essere rappresentata da chi ho votato, mi pare fuor di dubbio, e per cinque anni. Che la scelta sia stata misera ed obbligata, più o meno da quando ho diritto di voto, è vero. Ma è vero anche che ho votato un partito che non avrà mai la maggioranza, che per governare deve sottostare ai ricatti di mastella, che deve accordarsi con rutelli e con altri ventimila microrappresentanti di microinteressi. E perchè? torniamo al punto di prima, perchè gli italiani sono ognuno portatore del proprio microinteresse e votano di conseguenza, dopo aver regolarmente protestato. Però, ripeto, spero che abbia ragione tu.
Sottoscrivo il reply di Pape. Il clientelismo ce l’abbiamo nel sangue ed e’ inciso in profondita’ nella nostra storia. Il problema e’ che siamo italiani, ed e’ un problema insolubile: o si accetta il gioco e ci si entra, o lo si rifiuta e si resta ai margini, oppure, come hai fatto tu, Puk, si scappa altrove.
Anch’io ovviamente spero che non sia cosi’, o che non sia del tutto e sempre cosi’, che qualche rigurgito di dignita’ possa far presa sulla gente, ma insomma… non e’ che ci creda molto, ecco.
Dei circoli di Soru avevo sentito parlare ed in effetti anche quelli mi parsero una bella cosa, ma non sapevo come fosse andata a finire.
E’ stato interessante leggere la tua risposta da “insider” (deve essere stato esaltante parteciparvi, per un po’!), ed è molto amaro apprendere che questo esperimento si sia concluso così male: neanche male, proprio… beh, all’ italiana!
La conclusione a cui mi pare arrivi, però, che siamo italiani e quindi le cose sono destinate ad andare così, tanto a livello locale che a livello nazionale, mi rifiuto (facendo un bello sforzo, credimi!) di condividerla.
Certo, detto da uno che è emigrato per non aver più nulla a che fare con lo Stato italiano ad una che si è impegnata anima e corpo ed è rimasta disillusa fa un po’ ridere, ma se così fosse che alternative avrebbe l’ Italia alla situazione di merda, apparentemente senza uscita, in cui si ritrova?
Preghiamo qualcuno che ci invada e ci esporti un pochino di “democrazia impositiva”?
Siamo italiani e quindi non ce la meritiamo tout court, la democrazia?
Io credo che stiamo pagando anni ed anni di mala politica, di mala informazione, di legge del più forte, di sotterfugi per poter sopravvivere (o anche solo per avvicinarsi ad ideali di vita iniettati quotidianamente sin da piccoli, se è per quello: qualcuno ci crede!), di regole del cazzo e di ingiustizie palesi.
Di indignazioni ignorate, di giustizia calpestata e uguale per tutti ma più uguale per alcuni, di funzionari che ti fanno capire che non conti nulla e di gente che si pulisce il culo (pubblicamente!), impunita, con la Costituzione (l’ elenco potrebbe andare avanti a lungo).
Penso che la questione cruciale non sarà la battaglia ma, come dici, la ricostruzione, ma penso anche che prima di ricostruire la battaglia ci dovrà essere (uè, solo dialettica, che poi mi si da del terrorista!).
Credo che non sarà una cosa breve o facile, anzi sarà lunga e faticosa, e molte giustissime idee come quelle di Soru e forse quelle di Grillo andranno a schifio, cadute sul campo, prima che si riesca a rimediare un po’ a tutti questi anni di danni e di indirizzi sbagliati e a ficcare nella testa della gente che un altra Italia è, effettivamente, non solo possibile ma persino conveniente alla lunga, ma credo anche che queste esperienze siano bordate contro quel muro di gomma che è l’ attuale status quo (e dai e dai…) e che non siano e non siano state inutili.
Spero che poco a poco anche i più conformisti si renderanno conto che il “conforme” potrebbe star cambiando e che qualcuno scommetta su uno stile di vita più umano e meno mafioso, se non per convinzione quantomeno per evitare la riprovazione dei vicini.
Credo anche che nessuno “nasca imparato” e che le nuove leve dovranno farsele, stè famose ossa, sul campo, con errori e nuovi tentativi, esclusioni, compromessi ed aggiustamenti di rotta ed esperienze, finchè una selezione darwinian-democratica taglierà fuori la maggior parte dei peggiori (non tutti! Magari…) e lascerà in campo quelli che sono più competenti nel fare l’ interesse del pubblico invece di quello privato, perchè forse a quel punto il pubblico sarà anche un po’ più vaccinato contro i clientelismi.
Hai ragione quando dici che gli italiani hanno mille microanime, mille microinteressi che nessuno è disposto a mettere da parte per il bene comune, ma credo che questo sia il prodotto della società in cui abbiamo vissuto, e per quanto il processo possa essere lungo e incredibilmente faticoso, pieno di insidie, io ci spero ancora che riusciremo a conservare quel valore costituito dal fatto che tutti la pensiamo diversamente, che siamo poco intruppati ed omogenei, individualisti, facendolo convivere con la consapevolezza che stiamo tutti sulla stessa barca e che non può essere tollerato che qualcuno ci faccia i buchi con il trapano perchè il proprio suocero fa di mestiere il rattoppatore di chiglie.
Proprio no, anche se il suocero deve pur mandare la figlia all’ università.
You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one…
Mah… Si, sei un dreamer.
Non vedo come le cose possano cambiare davvero, se non cambiano i valori di base. E non vedo come i valori di base possano cambiare, se continuano ad essere quelli veicolati dalla tivvu’. Sempre li’ si torna (o almeno, sempre li’ ritorno io, che ho il baricentro spostato…). I “furbi”, persino gli stronzi, diventano famosi, guadagnano soldi, scalano la piramide sociale; guarda Corona, tanto per dirne una. I politici faccia-di-bronzo sono la norma, la gente ci fa sempre meno caso. Tu sogni un cambiamento in positivo, io vedo un continuo declino, proprio in quei sistemi di valori – sia individuali che collettivi – che dovrebbero fare da fondamenta per un nuovo corso non solo della politica ma della stessa convivenza civile.
Beh, se effettivamente fosse continuo declino allora prima o poi si dovrebbe raggiungere il fondo e…
Ok, probabilmente arriverebbero i genieri degli alleati americani a darci una mano a scavare!
(forse una speranza è costituita dal fatto che sempre meno persone guardano la tv e sempre di più si informano in rete: si torna a Grillo di nuovo!)
Segnalata da me. Post stupendo (grazie della segnalazione, uppe!)
Uhm, si, forse dovremo raggiungere il fondo, o forse ci salverà l’immigrazione e la commistione di culture, o forse non lo so. L’attitudine al clientelismo ed alla furbizia temo che sia più antica della tv, e la quasidistruzione della scuola pubblica ha peggiorato di tanto. Si, è stato esaltante partecipare, e riuscire a portare almeno in consiglio comunale un po’ di giovani… si faranno le ossa? dopo due anni uno solo aveva almeno iniziato a studiare, gli altri conservavano una beata e completa confusione tranne che sui gettoni di presenza. Alcuni li ho rivisti alle ultime elezioni, candidati con l’altra lista, quella favoritissima, quella del candidato sindaco condannato per abuso d’ufficio. Guarda caso, il giovane che aveva studiato è rimasto con la lista perdente e fuori dal consiglio. Non so, a me sembra un movimento molto di pancia, come già ai tempi dei lanci di monetine a Craxi, come la lega degli inizi, come anche fu forza italia, conoscevo ragazzi davvero entusiasti e sinceramente convinti che il nano lo facesse per il bene pubblico, essendo ricco di suo. A leggere qua e là mi sembra che Grillo metta assieme giustizialismo legaiolo e ambientalismo massimalista, federalismo esasperato e centralismo assistenziale, e molte cose le condivido e molte no, ma … ecco, appunto, è il genere di situazione che funziona bene in piazza, e che se vai al governo finisci immobile ed equilibrista come il centrosinistra… sfasciamo e poi pensiamo a ricostruire, si può anche fare, ma abbiamo sfasciato craxi per trovarci berlusconi, abbiamo sfasciato forlani per trovarci calderoli… ci sarà pure un limite al peggio, ma se non ci fosse, mica ti serve un aiuto sull’isola?
oh, e ringrazio imbarazzata Falecius
L’attitudine al clientelismo ed alla furbizia temo che sia più antica della tv, e la quasidistruzione della scuola pubblica ha peggiorato di tanto.
Sul ruolo dell’istruzione che e’ andata in vacca sono d’accordissimo, se ne era gia’ parlato.
Quanto al fatto che anche prima della tv fosse questa l’atitudine italiana, probabilmente lo era, ma parecchio temperata da una morale collettiva che non esaltava la furbizia, come accade oggi, ma al contrario la stigmatizzava. I furbi c’erano, ma sapevano di non essere molto ben visti e non costituivano un modello di riferimento, tranne che per pochi. Il fatto che certi comportamenti sociali siano stati sdoganati e siano diventati “normali” rende il tutto molto piu’ serio e puo’ indurne la moltiplicazione a cascata proprio grazie ai mezzi di comunicazione.
Ops, dimenticavo: prego, falecius.
da standing ovation
#Pape:
Mah, a me pare che, come con Craxi, lasciamo sempre che certe cose vadano in cancrena e poi, quando la puzza diventa insopportabile e la rosa delle opzioni si riduce alla scelta della sega per tagliare, ci mettiamo tutti lì a tuonare contro le soluzioni affrettate e semplicistiche, ed a disquisire sui pregi e difetti dei vari strumenti da taglio.
A me sembra che le proposte contenute nel blog di Grillo (non le proposte *di* Grillo: lui gli da solo visibilità) siano abbastanza concrete ed applicabili, ad esempio quando si parla di energie mi sembra che le idee contenute in quello che lui chiama un po’ pomposamente le primarie dei cittadini (PDF) (il famoso documento che consegnò a Prodi oramai più di un anno fa) siano talmente ovvie, dettate dal buon senso, da essere difficilmente confutabili, anche perchè spesso sono state applicate con successo da paesi più virtuosi (checchè ne dica Bersani) di noi in termini di gestione energetica.
Una buona parte non sono neanche idee che richiedono un grande sforzo o l’ investimento di capitali, e il Governo che fa?
Ci propone il carbone o, in alternativa, il freddo!
Maddai! Ma suvvia!
Ma qui ci stanno prendendo per il sottocoda!
E non so te ma io mi sento veramente, *veramente* stufo!
Lungi da me dire che Grillo e tutti quelli che discutono sul suo blog siano dei santi e che hanno la soluzione ad ogni problema ma da qualche parte, quel famoso piccolo passo con cui si inizia anche il più lungo dei viaggi, bisognerà pur cominciare no?
Quello poi che tu chiami “giustizialismo legaiolo” io lo chiamo esasperazione, plain and simple, ma naturalmente ognuno ha la sua opinione: sai che noia i blog ed i commenti se così non fosse?
Per quel che riguarda i giovani “gnucchi” e quello invece coerente di cui hai avuto esperienza avrei anche io una modesta proposta: sui cartelloni elettorali rendere obbligatorio un piccolo e certificato da terzi (penso più a qualcosa tipo Wikipedia che ad un ufficio governativo ad hoc) curriculum vitae che ricordi i cambi di partito e gli eventuali carichi giudiziari (e semmai come si sono risolti), ed infine magari le loro decisioni o partecipazioni più importanti.
)
Sai, tanto perchè anche chi non legge i giornali o ha la memoria corta non compri a scatola chiusa, che anche di questi (soprattutto?) è fatto il popolo italiano…
(E poi ti immagini che bello vedere tutte le cazzate che qualcuno ha fatto nella sua carriera sormontate dal faccione e, per esempio, dallo slogan “Io c’entro”?
Un aiuto sull’ isola mi serve sempre: cazzeggiare tutto il giorno sta diventando sempre più pesante con l’ età, e l’ amaca avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione…
#Uppe:
Concordo pienamente con te su quella che chiami morale collettiva: oggi un Cuore che titolasse “Hanno la faccia come il culo” susciterebbe come commento al massimo un così fan tutti, e probabilmente una puntata di Vespa sulla volgarità negli organi di informazione!
E’ triste riconoscere che abbiamo fatto nostra la filosofia dei ragazzini di Secondigliano (per dire) e delle aspiranti veline che vuole ogni mezzo lecito per arrivare, invece di riuscire a diffodere i valori dell’ onestà.
Oramai “valori” ed “onestà” sembrano diventate parolacce, altro che vaffa…
assunzione temporanea, la giunta cade, si rivota, e oplà, magicamente la giunta cambia, a furor di popolo. Quando il governo propone il metano, che si fa? si bloccano i rigassificatori, eh oh. Lo stesso popolo, eh, mica un altro, lo stesso che chiede onestà e efficienza e salute. Quando non costa nulla, però. Adesso per esempio ci sono una marea di incentivi statali e regionali per il fotovoltaico. Non hai idea, credo, della gente che protesta perchè i pannelli sono antiestetici, se solo il vicino prova a metterli davvero. La stessa cosa che capita con l’eolico, le pale sono brutte e non le vogliamo. La legislazione italiana in campo ambientale non è per nulla carente, anche perchè in questa materia fanno testo le norme europee, il problema è l’applicazione. Ed in campo ambientale hanno molte competenze i comuni. E nei comuni si da ancora la preferenza, si sceglie il candidato con nome e cognome, e in quelli piccoli si sa tutto dei candidati, senza bisogno di cartelloni. Ed allora se la gente continua a votare in un certo modo, dopo aver protestato regolarmente, c’è qualcosa che stona.
Oh che combinazione, sono bravissima nella manutenzione delle amache!
Oramai “valori” ed “onestà” sembrano diventate parolacce, altro che vaffa…
Mi fai venire in mente una cosa che ho letto da qualche parte (e non ricordo piu’ dove): alcuni degli studenti recentemente beccati a taroccare le prove di ammissione all’universita’ si sono “difesi” dicendo, in sostanza, che “cosi’ fan tutti” e se non lo fai sei scemo. La furbizia diventa norma, l’onesta’ di quelli che non ci stanno viene chiamata stupidita’. Ci facciamo persino la figura dei fessi, a star a rimpiangere i tempi che furono.
Oh che combinazione, sono bravissima nella manutenzione delle amache!
Ci trasferiamo in blocco? C’e’ un po’ di terra coltivabile, sull’isoletta, o e’ tutta roccia buona per far casette pittoresche come quella di Puk?
Cacchio, Pape: a leggerti mi viene voglia di espat…
…
Ah, già!
Un po’ di terra coltivabile si trova sempre, qui alla frontiera d’ Europa, per due signore come voi: le nostre specialità sono ananas, banane e papaya
E’ che… in realtà qui servono competenze specialistiche…
Si, d’ accordo l’ amaca, ma come ve la cavate a rigirare le braciole sul barbecue?
Poi è essenziale sapersi abituare all’ inevitabile siesta pomeridiana: io, per esempio, ci ho messo… pochissimo, ma è che sono geneticamente predisposto!
Non me ne fotte niente di Grillo, ma in generale mi fa ridere il tuo, di tono. Mi stupisce molto il fatto che leggi per la prima volta il blog del Beppe Nazionale dopo anni che ti sta indigesto (quindi sei maldisposto in partenza) e pretendi di coglierne i tratti essenziali e riassumerli con verve. Vabbè, non è certo un blog di fisica quantistica, ma che cazzo vuoi capire in un’oretta di lettura?
Domanda: in che vocabolario hai letto la distinzione tra satira e critica politica? Davvero, mi interessa.
Secondo me, nella vita reale, non avresti il coraggio di criticare delle proposte affermando contemporaneamente di non conoscerne i contenuti. E’ questa la potenza del blog. Focalizzarsi sulle metodologie, andare a monte, schivare i pini del confronto diretto.
Grillo spara un mucchio di cazzate ma tu, credimi, lo superi col Fosbury. Ti sei andato a cercare gli argomenti da smontare (il post sul concetto di nazione italiana è effettivamente fuorviante) e hai fatto sfoggio di nozioni e lessico: quali problemi hai risolto? Cosa proponi di fare? Se la muffa su cui poggia la classe politica è una realtà, chi te lo fa fare di sputtanare uno che la pensa come te? “Offuscati dalla vicinanza” si diceva in un libro. Bè, a volte non è la vicinanza, ma l’arroganza di volere essere nella posizione di un altro.
Sono d’accordo invece sui bollini per le liste civiche. Propongo un campo di sterminio in cui mettere tutti i sostenitori della proposta.
Cri
Ecco, per l’appunto. Questo commento è l’esempio lampante e un po’ caricaturale di quello che non mi piace, Grillo a parte, e sì, anche al di là dei contenuti. I modi e i toni non sono dettagli nella vita civile e sociale, e un violento di sinistra non è migliore di un violento di destra.C’è qualcosa che accomuna, secondo me, i toni di bossi e berlusconi e della loro gente alla gente di grillo. Alzare i toni, ridicolizzare la controparte, parlare, a vanvera, dell’antagonista anzichè discutere gli argomenti. Per giorni abbiamo discusso qua, con un sacco di interventi di persone che non sono d’accordo con me, e che hanno esposto argomentazioni sensate in modo pacato, dimostrando che non tutti i grillici vengono per nuocere, e poi arrivi tu e non dici nulla di quello che pensi e perchè, e dimostrando ampiamente di aver letto solo qualche riga del post che contesti. Rilassati e poi ne riparliamo, o anche no.
Veramente quello che dice Cristina Stella-Gander – che forse è una nobile visto il cognome
– lo trovo sensato, magari il tono è un pò acerbo, giovane, ma sensato. E poi lei scrive un commento molto breve su un tuo post molto lungo, ma che tu – Pape – probabilmente hai letto con la stessa superficialità di cui la accusi, visto che lei dichiara in partenza di non essere affatto una sostenitrice di Grillo. Certo Cristina, dovresti essere un pò più tranquilla, ma crescerai: se sei la stessa del blog di MySpace, dovresti avere vent’anni… mi fai sentire orribilmente vecchio. La cosa che
Insomma, vai così Pape, vai così Cristina. Vogliamoci bene ed auguri a tutti! (mi sa che ormai nessuno guarda più questo post, ma insomma)
Z
Mah, Zoltan, auguri anche a te, ma a rileggerlo ora a freddo, il commento della Stella- Gander, ci trovo solo un’aggressione piuttosto ingiustificata, visto che non la conosco. Mica ho scritto che è una sostenitrice di Grillo, poi, al limite che ha lo stesso modo di “discutere”, aggredisce e lancia accuse personale, invece di parlare dei contenuti.Cos’è che esprime, che non l’ho mica capito?
La signorina Stella-Gander ha pubblicato su facebook delle sue foto senza vestiti: eccola la serietà di questa qua! E poi a Bologna si sanno che i numeri che combina. Pape, lasciala perdere…
ciao ciao